Questa sera, dopo aver letto questo post di Emanuele Cipolla e aver scambiato 2 parole con lui, mi sono voluto bombardare di letture a proposito di software libero, open-source, dinamiche web, GNU/Linux nella didattica, libertà intellettuale (che i più vogliono chiamare proprietà intellettuale, che invece non esiste/non dovrebbe esistere), ecc..insomma penso che ci siamo capiti.
Si comincia da Lawrence Lessig, autore di diversi libri che non vedo l’ora di leggere e che finiranno nel gigantesco ordine che dovrei fare da Amazon, se non me li stampo dai vari pdf disponibili in rete (i libri sono pubblicati sotto licenza cc-by-sa). Solo a visitare il suo sito si trovano una quantità di link che richiederebbero settimane di studio, e spero proprio di potermici dedicare presto.
Si passa poi al professor-hacker Renzo Davoli. Cosa si può dire? Credo che non serva a molto copiare e incollare spezzoni di parole già scritte da lui, e forse non saprei da dove cominciare. Quello che ho avuto modo di leggere/vedere fino ad ora rappresenta un insieme di argomentazioni argute e allo stesso tempo semplici, che appaiono come visioni originali dell’era informatica, ma dovrebbero essere la normalità, la giusta concezione degli strumenti che tutti noi possiediamo: un pc con un sistema operativo, una connessione ad internet, una quantità considerevole di materiale culturale da condividere, la residenza in un paese democratico (sebbene ci sia qualche perplessità sull’ultimo punto).
Trovo dunque davvero interessanti il manifesto di nonsiamopirati.org, leggetelo, non ve ne pentirete. Allo stesso modo l’intervista di Wiki@Home (Wikimedia Italia), del 4 dicembre scorso. Ho dato un occhio anche alla pagina del Master in Tecnologia del Software Libero e Open Source, di cui il professore è direttore, a cui hanno partecipato con delle “lecture” personaggi importantissimi, tra cui Mr. Stallman aka RMS, eccezionale! Una bellissima iniziativa, sempre di Davoli, è questa. Sostanzialmente è a proposito dell’insegnamento dell’uso dei cellulari, che potrebbe sembrare qualcosa di stupido ma non lo è affatto. Leggete e capirete. Una certa quantità di video di interventi/conferenze del professore si trova su Arcoiris TV (altra risorsa eccezionale).
E’ da firmare assolutamente la petizione (presente da un bel po’, ma nient’affatto una proposta morta) “Il computer è mio e me lo gestisco io!”, o più correttamente “Liberalizzazione nel campo del Software per Personal Computer”, di cui Davoli è autore. Il testo integrale si trova qui. Una marea di altre informazioni si trovano qui (link raggiungibile anche dal banner “liberasw” presente da sempre nel mio blog). Poter godere delle naturali libertà chieste dal professore e dalle migliaia di persone che hanno già firmato è fondamentale, per la libertà individuale e ovviamente per l’affermazione (meritata) di sistemi operativi alternativi a quelli di casa Microsoft nelle postazioni pubbliche, nelle scuole di ogni grado e nelle case di tutti.
Ecco, sicuramente non ho detto nulla di nuovo per alcuni, ma i neo-utenti di software libero nonché GNU/Linux ci sono sempre, come lo sono io (un anno scarso di utenza non è certamente da veterani), e come io ho trovato utile leggere “articoli” di questo, per capire fino in fondo cosa sto utilizzando. Ovviamente, diffondete il verbo, sempre!!
Happy Hacking! (che non è l’invito a bucare il server della banca più vicina!)

Gennaio 4, 2008 at 12:08 pm
Ciao, leggo con molto piacere che ti sei interessato al prof. Renzo Davoli, io lo stimo da sempre, sia come persona, che come professore stesso. Pensa che io seguo il suo corso si Sistemi Operativi al Dipartimento di Scienze Dell’Informazione all’Università di Bologna! Compito per casa: diffonere il più possibile il suo messaggio, e..
..happy hacking!
Gennaio 4, 2008 at 12:29 pm
Un suo studente! Dev’essere bello seguire un suo corso.. Io conosco la sua petizione da molto tempo, ma ieri sera mi sono bevuto una dose più consistente di materiale, e il professore è davvero in gamba. Ho aspettato che il mio blog fosse un po’ più popolare per parlarne, altrimenti nessuno avrebbe letto e non sarebbe servito a nulla. Happy Hacking, siempre!
Gennaio 12, 2008 at 11:42 pm
Grazie! Mi hai ricordato che su http://finalmentelibero.ning.com/ non avevo messo la petizione!
Adesso c’è!
Flavia
Gennaio 13, 2008 at 12:01 am
Grazie a lei, è un piacere per me sapere che quello che scrivo risulta utile anche a voi.
Il “verbo” del prof. Davoli merita massima diffusione.
Gennaio 16, 2008 at 7:35 pm
Credo che Emilator abbia già comprato il libro, ma se non l’avesse fatto – e, comunque
per hciunque si trovi a passare di qui – segnalo che da ieri, 15 Gennaio 2008,
“The Future of Ideas” (il libro da cui è nata la discussione con Emilator citata nel post),
l’unica opera di Lessig non ancora disponibile sotto licenza libera, lo è diventata
sotto licenza CC. Si veda questo link per maggiori informazioni:
http://lessig.org/blog/2008/01/the_future_of_ideas_is_now_fre_1.html
Gennaio 16, 2008 at 10:06 pm
Ti ringrazio dell’informazione, fa piacere sapere che Lessig non si smentisce. Soprattutto, dovrebbe essere il modo di agire di molti autori. Il libro, come leggo dal link che hai riportato, è in vendita dall’11 settembre; sono passati 3 mesi, e in genere questo tempo è sufficiente a far scomparire un libro dagli scaffali più in bella vista. Il tipo di acquirente che acquista il libro nel periodo di fama (bibliofilo, o lettore affezionato che sia), sicuramente l’ha già comprato e delle entrate per Lessig e l’editore già ci sono state.
Io non l’ho ancora preso, probabilmente lo prenderò lo stesso, e come me ragioneranno molte altre persone, non ci sono dubbi.
Morale per chi non se n’è ancora reso conto: non c’è nulla da perdere a rendere LIBERI i contenuti di un libro.
Ciao e grazie ancora.
Giugno 5, 2008 at 5:35 pm
Grazie! Sono inciampato in questa pagina e… mi ha fatto molto piacere
leggere i commenti.
Volevo dirvi una parola su http://www.eppdl.org: la patente per usare i cellulari.
Non e’ una iniziativa stupida, proprio perche’ e’ stupida.
Vedete, quando un insegnante o un preside di una scuola si gloria di
avere corsi per l’altra patente (e *ignorantemente* confonde la
patente con l’informatica), io propongo di estendere l’offerta formativa
alla mia “importante” patente, di creare un laboratorio di telefonini,
di passare ore a insegnare ai ragazzi come si mandano SMS o come
si mandano i filmati su youtube. Il paragone di solito e’ esplosivo e spesso,
purtroppo non sempre, questi docenti si risvegliano dal torpore delle
falsita’ troppo evidenti e si accorgono che l’ECDL e’ una c****ata.
Chi insegna deve dare cultura per rendere liberi non ammaestrare all’uso
di qualcosa. Sarebbe come insegnare a usare una calcolatrice
o i comandi del cruscotto di una particolare vettura.
Ah, non e’ “European” per niente! Provate a chiedere ad amici di altre
nazioni. Troverete che le scuole e le universita’ non si sognano di
insegnare simili inutilita’. Troverete in genere negozi che fanno corsi
di “bassa lega” o enti di formazione e’ la Cepu.
Happy Hacking! renzo
Giugno 6, 2008 at 9:25 am
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