In disaccordo con chi ne ha parlato, dico la mia come il più standard dei blogger.
Aziende come la Microsoft hanno ben chiara la situazione pirateria per quanto riguarda il loro software, credo appaia ovvio a tutti. Quando Microsoft costringerà seriamente a pagare le licenze, qualcuno e ancora una percentuale ridotta si guarderà intorno e scoprirà per lo meno GNU/Linux. Quello che conta è abituare all’uso di un determinato sistema operativo o più semplicemente di un certo parco software. Non conta guadagnare su ogni singola copia installata in ogni singolo pc del globo, sebbene così vogliano far credere le assurde licenze che accompagnano il software proprietario e la quantità di leggi sul copyright e sui brevetti vigenti prima di tutto negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo. Sono contrario a quanto scritto su illusionblog e linkato da ubuntista perchè non ha senso sparare frasi come ” Prima di installare un programma, dunque, assicuratevi che sia originale, e di essere in possesso della licenza”. Che assurdità è?? Io stesso ho scritto in un post precedente “non pagare la licenza di Windows è reato. Non pensi di essere un figo chi non l’ha pagata…”, ma se continuatere la lettura capirete che il senso è ben diverso. Tra l’altro i precedenti sono blog che hanno una quantità di visite degna di considerazione, quindi l’opinione degli autori viene letta da un sacco di persone che molto probabilmente hanno le idee meno chiare. I sensi di colpa sul possesso di software piratato sono quanto di più stupido si possa immaginare. Casomai, i sensi di colpa li deve avere chi possiede (consapevolmente) software proprietario, pirata o meno, se è a conoscenza dell’esistenza di ottime alternative “eticamente” corrette. Tra l’altro, faccio notare che scegliere Ubuntu (e ormai la quasi totalità delle distribuzioni GNU/Linux) non esenta dall’uso di software e librerie proprietarie o dubbie (es. libmono). Addirittura Sabayon installa di default i driver grafici proprietari e cosa ben peggiore Skype, di cui proprio non se ne sente il bisogno. Non mi addentro in questo discorso che meriterebbe altrettanto spazio e su cui le divergenze sono estreme ma mi limito a scrivere la mia opinione: questi compromessi per la popolarità sono ben più dannosi della pirateria. Insopportabile poi la confusione che si fa tra open-source e free software. Danneggia il free software o l’open-source?? Non è la stessa cosa ma ubuntista titola “pirateria e free software”, illusionblog “aiuta l’open-source…” . Altro danno dunque: la non-conoscenza di ciò che si usa ogni giorno. Almeno le definizioni! Come il bacchettone Stallman preferisco l’uso del termine Free-Software, e si DEVE distinguere dato che i movimenti sono assai differenti. Tutto sommato poi mi trovo d’accordo su molti punti con kijio, il quale critica come me quei 2 post. Ritengo però che non ci si possa accanire contro la massa. Il consumatore compra quello che gli viene messo davanti al naso, quello che viene pubblicizzato; al di là di questo non sa nulla. Così sarà sempre. Se uno non ha motivazioni ideologiche (o tecniche) sufficienti per non comprare un iPod il problema non gli si pone proprio. Quasi sicuramente quando compra un notebook con Vista installato non sa che “sta accettando Vista”, sta comprando un pc e basta, il resto è nebbia. Se conosce la pirateria, se sa usare eMule e compagnia bella, sa quello che gli è stato insegnato dall’amichetto che ne sa l’1% di più. Insomma la pirateria di questo genere di utenza è ridicola, e costituisce la maggioranza. Maggioranza che non conosce l’alternativa, e quindi non arreca danno al software libero. Servirebbe dunque una sorta di imposizione dall’alto, di scelta politica, come in molti altri settori. Sperare in qualcosa del genere è alquanto utopistico, quindi chi usa software libero ed è consapevole della propria scelta continui a “diffondere il verbo” spinto semplicemente dalla propria passione e magari dal desiderio di un mondo migliore almeno per quanto riguarda il mondo connesso all’informatica. Ancora, personalmente non credo che se i costi di certi prodotti fossero più bassi un “pirata” cambierebbe il proprio modo di procurarsi ciò di cui ha bisogno. Se il software proprietario mi viene venduto a 5€ anzichè a 100€ non lo compro ugualmente, perchè le libertà e i principi non sono cambiati e non sono quelli in cui credo (tanto che sono diffusissimi i software proprietari ma gratuiti, es. di nuovo Skype, o MSN). Questo è un concetto che dovrebbe essere alla basa di ogni utente di software free, ma così non sembra. Altro male della comunità è pensare che non si debba mai pagare per il software libero. Se la pirateria secondo qualcuno limita la diffusione di quest’ultimo, il “prendo e basta” è la morte di molti progetti free.

Ottobre 31, 2007 at 1:12 pm
Per come la vedo io, molte persone stanno migrando da Vista a linux per motivi diversi da quello della libertà del software ed è per questo che GNU/Linux nel momento della sua più grande espansione storica rischia veramente di perdere la sua principale caratteristica, il motivo stesso per cui è nato ovvero offrire un sistema operativo libero in alternativa ai sistemi operativi proprietari che tutti conosciamo.
Purtroppo la voglia di “avere tutto e subito” spinge i distributori linux a diventare ogni giorno più permissivi per quanto riguarda l’inclusione di software non libero nelle distribuzioni. Tutto questo viene fatto per favorire la migrazione di ex utenti windows a GNU/Linux, facilitando loro la vita ma snaturando inevitabilmente il progetto GNU che non viene alimentato da nuovi sviluppatori semplicemente perchè la filosofia del software libero perde progressivamente seguaci man mano che la zuppa degli utenti di software libero viene progressivamente annacquata da persone non informate, non sensibilizzate, che semplicemente non hanno idea di quale sia la vera natura e il vero obiettivo del software libero, confondendo ancora oggi questo termine con “gratuito”. Credo sia responsabilità di noi blogger fare in modo che le persone imparino cosa sa veramente dietro al Software Libero.
Ciao e complimenti per il blog
Ottobre 31, 2007 at 3:25 pm
Ti ringrazio dei complimenti.
Quello che hai scritto lo penso anch’io. Ho la costante impressione che anche tra le persone che più lavorano per GNU/Linux non ci sia un grande interesse all’intento “umano” del software libero, è molto più importante per certe persone la libertà di accesso ai sorgenti piuttosto che la libertà come la intende Stallman nella GPL. Purtroppo la disinformazione è un “classico”, noi facciamo del nostro meglio!
Ciao
Dicembre 16, 2007 at 12:12 pm
[...] il suo blog “un test”, secondo me ben riuscito e da continuare come una cosa vera): Sulla pirateria e il software libero. Le cose che mi piacciono sono: chi scrive dimostra testa e raziocinio, affronta le cose per [...]
Dicembre 16, 2007 at 10:45 pm
Non esistono questi sensi di colpa.
Se uno prova senso di colpa, semplicemente non vorrà possedere software proprietario.
Chi adopera consapevolmente del sw proprietario (non pirata), pur conoscendo il mondo del sw libero, ha semplicemente scelto di non dar peso alla propria libertà per ottenere un proprio scopo. Non arrecando danno a nessuno se non a sè stessi, non c’è proprio nulla per cui sentirsi in colpa.
Non sto dicendo che tale scelta sia da condividere. Sono un fanatico del sw libero. Ma le altrui scelte consapevoli con cui non ti trovi d’accordo non significa necessariamente che gli altri debbano avere la coscienza sporca.
Dicembre 16, 2007 at 11:21 pm
Scusa se continuo su due commenti =)
Dipende da cosa intendi per danno.
Che in quanto compromessi non siano nell’etica del sw libero sono d’accordo.
Ma se per danno se ne intende una limitazione alla diffusione, allora no. Su una qualsiasi Distro è presente meno dello 0.1% di codice chiuso. Questo 0.1% di codice chiuso aiuta la diffusione del restante 99.9%. Più questo viene diffuso, maggiori saranno la probabilità di vedere in futuro sparire quel 0.1% (AMD/ATI docet).
Per il resto non possono questi compromessi essere più dannosi della pirateria. Se la gente non potesse / dovesse / volesse piratare il sw che usa, ha di fronte solo due strade: 1) acquisirne la licenza 2) trovare delle alternative e valutarle. Nessuna delle due danneggia il sw libero, anzi, indovina che c’è nella busta numero 2.
Certo, tutti i post che contestano quello di ubuntista hanno ragione a dire che il sw libero ha ben altri nemici e ostacoli che la pirateria del sw. Ma negare che la pirateria danneggi la diffusione del FS non mi pare possibile, e infatti non ho ancora sentito serie argomentazioni a sostegno.
Questa è l’unica cosa che mi sento di quotare, verissima. Specialmente se intendi “Pagare” nel senso ampio di “Ricompensare”.
Dicembre 16, 2007 at 11:21 pm
@stefanauss,
hai ragione, infatti la mia frase cominciava con un “casomai”, che forse avrei dovuto
sostituire con un “eventualmente”..il punto è proprio quello che se uno deve avere dei sensi di colpa,
è più ragionevole che ce li abbia con una scelta di questo tipo, piuttosto che piratando
software (siamo d’accordo credo).
Grazie del commento, e complimenti per il tuo blog, molto molto geek.
Dicembre 16, 2007 at 11:44 pm
il mio commento si riferiva al primo dei tuoi.
Dunque..tu, come Ubuntista, Ilusion ed altri, non vi siete forse resi conto che non è “la pirateria danneggia il software libero”, bensì una cosa diversa: è il software proprietario che “facilita” la pirateria, per ampliare il numero di utenti e indurre alla lunga all’uso dei loro prodotti, e fine. Se davvero fosse impossibile piratare il software, come ho scritto, allora sì, l’utente cercherebbe il software libero, e lo scoprirebbe. Ma così non è, quindi non ci sono le ipotesi per “accusare” la pirateria, buttandola sulla legalità o simili, ritengo che non abbia senso.
Per quanto riguarda invece l’inclusione di software chiuso in Ubuntu o altre distribuzioni,
ho proprio scritto che le opinioni sono assai divergenti e ci sarebbe da discutere a lungo. Sono variegate e argomentabili, e non è possibile pretendere che una linea di pensiero sia più giusta dell’altra. La mia opinione è più che altro una paura che la percentuale di software chiuso presente non se ne vada più. A mo’ di cavallo di troia, forse, non sono competente, tomboy ed
f-spot sono entrati in Ubuntu/GNOME, usciranno con il riciclo del personale GNOME? Chi lo sa, di certo non mi sembrano pacchetti che contribuiscono alla diffusione di Ubuntu.
Tutto qui, rispetto le tue idee ed apprezzo la lettura attenta del post (direi l’unica da quando l’ho scritto). Ciao!
Dicembre 17, 2007 at 10:03 am
F-spot, tomboy, beagle sono software liberi (così come mono)…
Dunque temo non siano un esempio ottimale di software proprietario all’interno delle distro.
Peraltro quasi tutte le distro hanno in sé brandelli di software proprietario (firmware etc), questo dalla notte dei tempi. Mi risulta che le distro 100% libere siano ututo, gnewsense e, forse, gobuntu
Per il problema “mono”, mi accodo alla risposta di Richard Stallman (che non mi risulta essere uno stipendiato microsoft
)
Dicembre 17, 2007 at 11:05 am
@shaitan,
gobuntu “lavora” per diventarlo, ma non è ancora del tutto libera. C’è anche BLAG, derivata di Red Hat/Fedora.
Nel post scrivevo “librerie dubbie (libmono)”, so che quel software non è proprietario, ma rappresenta comunque software che, secondo me, potrebbe benissimo non esserci. A me non serve e l’ho disinstallato, e se altri utenti non se lo ritrovassero installato non ne sentirebbero la mancanza.
Leggo e riporto da una vecchia intervista a Stallman:
Q1: I’m interested in hearing your opinion on the relationship between Mono and GNOME.
Richard Stallman: Mono is a free implementation of Microsoft’s language C#. Microsoft has declared itself our enemy and we know that Microsoft is getting patents on some features of C#. So I think it’s dangerous to use C#, and it may be dangerous to use Mono. There’s nothing wrong with Mono. Mono is a free implementation of a language that users use. It’s good to provide free implementations. We should have free implementations of every language. But, depending on it is dangerous, and we better not do that.
Approvo pienamente Stallman. Ottimo il tuo link, la conferenza di Padova, giusto dietro la mia facoltà, me la sono persa e mi mangio ancora le mani.
In conclusione: visto da solo, niente di male in Mono, per quel che ne so implementa la parte standardizzata non coperta da brevetti. Purtroppo, non è da escludere lo spargimento di FUD da parte di Microsoft, e gli attacchi Microsoft per quanto spesso infondati, sono comunque spiacevoli.
Dicembre 17, 2007 at 11:43 am
Sì, ma ascolta la risposta secca alla seconda domanda
“sì beh ma non ci potrebbero essere problemi di brevetti”?
RMS: “sì, può essere…
Ma sai bene che OGNI software potrebbe avere problemi di brevetti…”
Aggiungo io che uno dei bersagli principali del FUD di microsoft sui brevetti è openoffice (oltre che il kernel stesso).
Ora, seguendo il tuo ragionamento, che si dovrebbe fare? non installare openoffice visto che non è necessario (io ad esempio, prima di dover fare slide recentemente, lo avevo disinstallato… e molti usano direttamente latex)?
Disinstallare e togliere di default samba perché non necessario (a me di sicuro non serve) e per paura di ipotetici brevetti violati?
Disinstallare e togliere di default ntfs-3g perché non necessario (non avendo partizioni ntfs…) e per paura di ipotetici brevetti violati?
In questo caso sì che il FUD avrebbe avuto successo…
(tra l’altro a parte il kernel ed alcune utility di base credo che la definizione di necessario sia alquanto fumosa… peraltro cosa inserire o meno è un problema solo di distro come ubuntu che non hanno un installer che permetta di selezionare quali pacchetti installare)
Il “caso mono”, ai miei occhi, è poco comprensibile
non ho mai visto critiche a openoffice che pure potrebbe avere problemi simili (anzi a sentire il sempre misurato Ballmer li ha)…
Certo il problema di un linguaggio di programmazione è che eventuali violazioni di brevetti si ripercuoterebbero su tutto il software creato con quel linguaggio.
Però, ripeto, non ci siamo mai curati del FUD di Ballmer sulle violazioni di openoffice e di linux (il kernel) e ora ci preoccupiamo preventivamente? Strano…
Dicembre 17, 2007 at 1:02 pm
Forse la comunità è più compatta per quanto riguarda kernel ed openoffice, mentre a Mono si collega la dubbia integrità morale di Miguel De Icaza, le cui opinioni fortunatamente contano poco, ma che destano comunque una certa insicurezza (più sull’utente che sullo sviluppatore). Sono iscritto alla mailing-list di un LUG locale, e addirittura c’è stato chi, esagerando, ha detto “non sarebbe smeglio pensare di “sponsorizzare” di più KDE, data la situazione di GNOME”? Io non sono d’accordo, ma c’è chi lo pensa.
Openoffice da anni ed anni contribuisce in modo fondamentale alla diffusione di GNU/Linux. Samba ed ntfs-3g hanno un peso diverso da f-spot, tomboy o beagle. Mi pare che per quanto il concetto di necessario o meno sia fumoso, la differenza ci sia. Possibili violazioni di brevetti sui primi 2 contano di più, ma se ci fosse qualcosa che non va su Mono e i restanti a me personalmente darebbe più fastidio perchè mi viene da pensare che la cosa era evitabile più facilmente.
Mono a parte, decisamente non mi piace che Sabayon includa Skype, GoogleEarth ed altro, sbaglio anche qui?
Per quanto mi riguarda, openoffice lo uso per aprire i documenti che mi arrivano da utenti windows e pochissimo altro. Una segretaria non ne può fare a meno, io uso latex scrivendo su gedit e basta. Ovviamente non uso neanche samba e il supporto ad ntfs.
Ripeto comunque che qui le opinioni sono tante e argomentabili e che io non sono sufficientemente competente a riguardo, queste sono mie impressioni probabilmente condizionate da quel che si legge in giro, come lo erano le domande di quel tipo alla conferenza di Stallman. Il post era sulla pirateria e le conseguenze sul software libero, e le righe in cui nominavo queste inclusioni di software dubbio erano proprio quelle più discutibili e su cui contavo meno, scrivendo avevo già “messo le mani avanti”.
Dicembre 17, 2007 at 6:18 pm
Dicembre 17, 2007 at 7:29 pm
Mi ripeto:
1) Io rimango nella mia posizione, e non mi ripeto. Credo di averla argomentata in modo assai ragionato, e sicuramente di più di Ubuntista o chicchessia, altrimenti non avrei scritto il post.
2) Mono, C#, ecc. sono mie opinioni, e come ho scritto nei commenti precedenti non mi interessa avere ragione o far pensare quello che penso io a qualcun altro. I commenti invece si sono concentrati su quello, pazienza.
3) Forse solo perchè io non sono Ubuntista, e non ho la sua popolarità, si attacca quello che ho scritto come se scrivessi senza cognizione di causa. Cosa vuol dire “hai rinunciato a flash per caso?” Certo, ho rinunciato a flash per diverso tempo essendo su 64bit, e in questo momento scrivo da Gobuntu, dove di certo flash non c’è. Flash è appunto una tecnologia, e ha mille mancanze, per cui se anche l’implementazione libera c’è, non rientra nei miei interessi.
Il W3C raccomanda SMIL e Flash non regge il confronto, fine, è l’ennesimo formato di poco valore
che ha preso piede, e a cui nei limiti del possibile rinuncio volentieri, come rinuncerei agli mp3 (la mia musica è tutta in ogg che è superiore, ma i codec per convertire da mp3 ad ogg li devo avere), ai rar (tar/gzip è superiore, ma se non avessi unrar installato diventerei scemo con tutto quello che si trova in rete), e si potrebbe continuare..se volete, sui brevetti che coprono gli algoritmi di crittografia con curve ellittiche.
Dicembre 17, 2007 at 10:55 pm
Quanto sopra lo hai detto te.
Tutto quello che provavo a dirti, e che tu hai considerato come un attacco personale, è che “quello di cui non ci siamo resi conto” in realtà è esattamente quello che ho sempre pensato e quotato. Nonchè proprio ciò che precisa Ubuntista nel suo ultimo intervento.
Per quanto riguarda l’uso dei commenti, non sapendoli adoperare per produrre grafica vettoriale, li ho usati banalmente per esprimere la mia opinione. Se su un dato argomento hai “messo le mani avanti”, non significa che non possa dire la mia a riguardo. Se la mia è diversa dalla tua, non significa che sto provando a farti cambiare opinione.
Voglio solo dire quest’altra cosa su Mono & C.: contestare l’inclusione di un qualunque software a rischio in una Distribuzione e poi adoperare del software potenzialmente coperto da brevetti è una contraddizione.
Non sto dicendo che questo sia il tuo caso, non posso saperlo io ma solamente tu. Metto solamente in evidenza l’assurdità di chi disinstalla Mono & C. esclusivamente per la sua dubbia provenienza.
Ciao e complimenti per le riflessioni, magari chiariranno le idee a qualcuno della comunità =)
Dicembre 17, 2007 at 11:52 pm
Si beh, nel tuo primo commento hai “quotato”, almeno a parole, solo il fatto che è un male pensare che non si debba mai pagare per il software libero. Poi io ti ho fatto notare che in realtà dicevi la mia stessa cosa sull’inesistenza dei sensi di colpa di chi possiede software pirata.
Il punto era proprio questo: quello che sostengo io sul legame tra software libero e pirateria lo sostenete anche tu e Ubuntista (oppure non ci siamo ancora capiti), e “non ve ne siete resi conto” perchè la “campagna” antipirateria era stata riassunta con “la pirateria danneggia il software libero”, mentre questa affermazione è sbagliata, secondo me, e l’ho sempre sostenuto perchè mette come protagonisti i “pirati”, mentre i protagonisti sono i grandi produttori di software proprietario.
Quindi non sei tu che tentavi di far capire a me, ma il contrario, e non ho ancora capito se ci sono riuscito.
Per il resto, superlegittime le tue opinioni, mai sostenuto il contrario, solo criticavo questa specie di out-topic su Mono & Co., e la frase “hai rinunciato a flash per caso?” mi era suonata male.
Sono comunque felice di questa discussione con te e shaitan, siete sicuramente persone nonché utenti che usano la testa. Arrivederci, spero!